Il  forum dedicato a Kim Rossi Stuart

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Alcune vecchie interviste del 1996/97
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UN INCONTRO VOLUTO DAL DESTINO

Repubblica — 25 ottobre 1996

PARIGI - Sul tavolo, il ritaglio di un giornale: ' Peter Handke
furioso: giornalisti bugiardi' . Nell' appartamento, tutto bianco, che
abita a Parigi, a due passi da Place des Vosges, Kim Rossi Stuart ha
portato il suo ordine e un piccolo computer. "Ogni tanto mi metto a
scrivere, conosco solo i comandi indispensabili". Da tre mesi, da
quando ha iniziato le riprese de Il rosso e il nero, si è trasferito
qui: nel poco tempo libero visita i musei, fa la spesa, si mescola
alla gente e scomparirebbe volentieri quando gruppi di turiste
italiane fanno i salti di gioia incontrandolo. "Non è che mi dia
fastidio, ma è imbarazzante, non so bene come comportarmi. Pensano di
poterti conoscere attraverso i film. Scrivono. A Roma c' è una ragazza
che da un anno e mezzo affida regali e magliette, anche roba cucinata,
alla mia vicina. Poi ci sono quelle che lasciano insulti alla
segreteria telefonica. Un sacco di insulti, perchè dicono che ' sono
distante' . Io non le capisco". Alto, gentile, esitante nel modo di
muoversi e di parlare, più aperto ai dubbi che alle certezze, Rossi
Stuart, a 27 anni, da idolo delle ragazzine - sedotte dalla sua
bellezza delicata e da una timidezza che in tempi di grande volgarità
appare irresistibile - si è costruito una solida carriera. Era il
principe della favola televisiva Fantaghirò; con Alessandro D' Alatri
è diventato il fragile psicopatico di Senza pelle, film che lo ha
fatto scoprire, lodato dalla critica e apprezzato dal pubblico;
Umberto Marino lo ha voluto disperato e aggressivo in Cuore cattivo;
ha debuttato a teatro con Re Lear di Ronconi, accompagnato da un tifo
da stadio. Girerà un nuovo film con D' Alatri ("abbiamo un progetto
insieme, ma è presto per parlarne"), ed è ancora in teatro il suo
futuro: da gennaio riprende Il visitatore di Schmitt, accanto a Turi
Ferro. Ora veste la rigida marsina di Julien Sorel "che mi impone di
camminare dritto, e forse mi ha aiutato a curare la scoliosi. Ho
sempre camminato con le spalle un po' curve, non solo per l' altezza.
Questo ruolo è legato al destino. Ero a Trieste, a teatro, e una
ragazza mi ha portato Il rosso e il nero, con una dedica: ' Ti esorto
a leggere questo romanzo, il personaggio è perfetto per te' . Non l'
avevo mai letto, due giorni dopo mi chiama il mio agente per dirmi del
progetto di fare il film per la tv... Non avevo intenzione di fare
televisione: nel 90 per cento dei casi mi sembra molto brutta. Ho
iniziato a leggere il libro e mi sono appassionato, ma sembrava che
dovesse andare tutto all' aria, i produttori volevano un attore
francese. Poi sono andato in Giappone per la promozione del film di
Antonioni Al di là delle nuvole, e intanto, a Parigi, si erano
convinti a farmi il provino". Il primo Sorel era Gérard Philipe.
"Simpatico, ho visto il film qualche sera fa. Julien non l' ho pensato
come un uomo arrogante, è troppo furbo, arrivista, la sua necessità di
piacere va al di là della conquista sociale. ' Ho sempre cercato la
verità' dice quando è in prigione ' ma dov' è questa verità? Purtroppo
anche nei virtuosi, negli uomini più grandi, c' è un fondo di
ipocrisia' . Una persona che parla così, secondo me, ha fatto una
ricerca interiore". Come vede le due donne della storia? "Madame de
Renal ha un carattere forte, è dura, integrata nella società
rappresentata dal marito, ci mette più tempo ad abbandonarsi; l'
ambiguità è rappresentata da Mathilde, che ha una personalità così
sfaccettata da fargli perdere la testa, è isterica, con un tira e
molla estenuante riesce a disorientarlo. Il film è bello, ricco, hanno
cercato di non tradire il romanzo... solo che i ritmi di lavoro sono
massacranti: anche quindici ore al giorno. Però è bello vedere che
tutti fanno lo stesso sforzo: dai macchinisti agli attori. La Bouquet
è una grande star, ma è generosissima". Come sceglie i film?
"Semplicemente, cerco di lavorare con le persone che hanno un'
esigenza reale di fare cinema. In base ai personaggi, certo, ma non
solo: quando lavoro amo il progetto, devo avere un rapporto profondo
con il regista. Purtroppo non è facile fare un certo tipo di film,
perchè in Italia, nonostante la situazione sia migliorata, non c' è
una grande produzione. Forse sono presuntuoso, ma vorrei che si
puntasse in alto, perchè troppi film sono diventati un ammasso di
immagini. A me piace il cinema che abbia una storia da raccontare, che
ti lasci qualcosa. Ho visto ' Professione reporter' e mi è rimasto
dentro per due giorni. Ho cominciato a fare questo lavoro perchè
dovevo mangiare, quando potevo anche pagarmi l' affitto ho cominciato
a scegliere: avere dei soldi in più non mi interessa". Con Woody Allen
com' è andata? "Veramente non so che fine ho fatto nel suo film, ho
girato due pose... Lui è molto naturale, come me lo immaginavo. E'
piccolino, hai paura che se lo tocchi crolla, ma senti che sotto c' è
una grande forza, sa esattamente quello che vuole. Lascia liberi gli
attori, cerca la verità. A una ragazza continuava a ripetere ' Please,
don' t try to be funny' , ' Non cercare di essere divertente' . E' uno
dei grandi di questo secolo, ma sinceramente non sono mai stato
fissato con i suoi film: dopo aver girato Everyone says i love you ho
visto le cassette e ho capito che artista è. Ha una capacità
straordinaria di integrare la vita quotidiana nelle storie". Come ha
vissuto i cambiamenti politici di questi anni? "Con un senso di grande
liberazione, ero come in una bolla d' aria, capivo che tutto
funzionava per spinte e raccomandazioni. La voglia di cambiare mi ha
messo di fronte a me stesso. Questo lavoro, con l' inevitabile
narcisismo, non mi ha aiutato ad aprirmi. Mi sento liberato davanti
alla macchina da presa. Meno nella vita".






Repubblica — 28 giugno 1997

ROMA - Kim Rossi Stuart, attore non ancora trentenne - osannato dalle
ragazzine che ancora lo ricordano angelico in Fantaghirò e gli hanno
fatto un tifo da stadio per il Re Lear di Ronconi - è "schivo e
riservato". "Scelgo solo le cose che mi emozionano" dice l' attore,
"sento di voler fare questo lavoro soltanto se preso da motivazioni
forti, altrimenti mi sento un mercante d' immagini". E' proverbiale la
sua lontananza dalla mondanità e da tutto ciò che, legato allo
spettacolo, appartiene alla sfera delle pubbliche relazioni,
interviste comprese, "può capitare", dice, "che si venga mercificati e
forse fa parte del gioco anche se alcune regole andrebbero riviste in
merito a scandali e pettegolezzi. Io però voglio essere me stesso
sempre, la coerenza è una delle poche cose che dipendono veramente da
noi". E a proposito di scelte parla del Rosso e il Nero, il romanzo di
Stendhal interpretato per la tv francese Tf1 e per Mediaset (Canale 5
lo trasmetterà la prossima stagione in due puntate) e del nuovo film
di Alessandro D' Alatri, I giardini dell' Eden, che comincerà a
settembre e in cui sarà Gesù. "Certo", dice Rossi Stuart, "il
personaggio è il prototipo dei prototipi e una qualche inquietudine me
la mette. Quel che è certo è che avrò il massimo rispetto sapendo di
avere altrettanta responsabilità". Con D' Alatri torna a girare dopo
Senza pelle. Quanto al Julien Sorel di Il Rosso e il Nero, Kim Rossi
Stuart confessa che era nel suo destino: "Durante una tournèe
teatrale, a Trieste una ragazza mi regalò il romanzo di Stendhal, con
una dedica: 'Sorel è perfetto per te' . Una settimana dopo ero in
Francia per il provino del film". Una produzione sontuosa, diretta da
Jean Daniel Verhaeghe, con Carole Bouquet nel ruolo di Madame De Renal
che per lui perderà tutto, e l' emergente Judithe Godreche in quelli
di Mathilde che per lui rinnegherà ogni orgoglio. "Ho cercato per
quattro mesi di avere ogni giorno la massima concentrazione per
trasmettere il senso di questo romanzo.
Julien Sorel è il personaggio che, leggendo il libro, ho avuto la
sensazione di conoscere bene: i suoi percorsi, i suoi pensieri li
sentivo vicini. Le mie scelte di oggi sono tutte dettate dall'
emozione". Al lavoro di attore Rossi Stuart crede fortemente: "Era
quello che volevo fare, mi fa sentire realizzato, soprattutto il
teatro. Non potrei concepire questo lavoro senza il palcoscenico".






IL DELICATO KIM UN INTERPRETE PER STENDHAL

Repubblica — 12 agosto 1996

ROMA - Kim Rossi Stuart sarà Julien Sorel, il protagonista di Il Rosso
e il Nero di Stendhal, in un film per la tv che Mediaset e la rete
francese Tf1 coprodurranno in due puntate e che andrà in onda nella
prossima stagione televisiva. Per Kim Rossi Stuart, 26 anni, bellezza
delicata, idolo delle giovanissime, e già un lungo elenco di buoni
film nel curriculum (da Senza pelle di Alessandro D' Alatri a Cuore
cattivo di Umberto Marino fino all' impegno in Al di là delle nuvole
di Antonioni-Wenders) - oltre a un' esperienza positiva in teatro nel
Re Lear di Ronconi - si tratta di un ritorno alle origini, agli esordi
della carriera. Il giovane attore, infatti, prima di essere scoperto
dal cinema, è stato protagonista di diversi sceneggiati come Dov' eri
quella notte di Salvatore Samperi, Senza scampo di Paolo Poeti o di
Fantaghirò di Lamberto Bava. Tra qualche giorno (il primo ciak è
previsto il 19 nella Francia sud occidentale, vicino Tolosa) lo
attende il ruolo del romantico per eccellenza: Julien Sorel, che un
grande di Francia, Gérard Philipe, aveva interpretato con successo nel
' 54 nel film diretto da Claude Autant-Lara. Per molte generazioni di
spettatori francesi è ancora nella memoria l' identificazione tra
Sorel e Gérard Philipe, che diede al personaggio l' insieme di
innocenza e spudoratezza e la sofferta ambiguità così bene descritta
da Stendhal. "Quando ho proposto Kim Rossi Stuart ai partner francesi"
racconta Riccardo Tozzi, responsabile delle coproduzioni
internazionali di Mediaset "ho avuto molte difficoltà: un italiano nel
ruolo che fu di Philipe per loro era quasi un affronto. Ma dopo il
provino che Kim ha fatto a Parigi sono rimasti entusiasti e hanno
accettato la proposta italiana". Il ruolo di Madame De Renal, che
diviene amante del timido ma ambizioso precettore, sarà affidato a
Carole Bouquet, la bellissima attrice francese protagonista di L'
oscuro oggetto del desiderio, mentre la marchesa Mathilde, sua giovane
amante, per cui si scatenerà il dramma che spinge Sorel verso la
tragedia, sarà l' attrice emergente Juditte Godrech. La sceneggiatura
è firmata da Danielle Thompson, mentre la regia è stata affidata a
Daniel De Veraeg. "Il film tv" prosegue ancora Tozzi "seguirà
fedelmente il romanzo, con una sola licenza: nel tragico finale con
Julien Sorel in attesa dell' esecuzione della condanna a morte, le due
amanti, rivali nel cuore di Julien, si incontreranno". Le riprese
dureranno dodici settimane, il film sarà ambientato nel sud della
Francia e a Parigi. Il Rosso e il Nero sarà uno dei titoli più attesi
della fiction della prossima stagione: Mediaset conta di trasmettere
il film tra gennaio e febbraio, in due serate su Canale 5.



 
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view post Posted on 13/6/2009, 15:20Quote
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Ho visto un film di Kim ..una volta..

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/12/2009, 12:15


Che belle queste interviste tyra! Kim mi sembra un po' più generoso di adesso nel parlare di sè, ma per quello che riguarda la coerenza effettivamente è rimasto lo stesso!
 
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view post Posted on 13/6/2009, 19:18Quote
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Ho visto più di un film con Kim

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/12/2009, 16:38


molto interessanti grazie Tyra....

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2 replies since 13/6/2009, 09:56
 

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